IlSerraglio


Vai ai contenuti

Menu principale:


Sezione lavoro

Vicoli Corti > Edizione 2011 > CGIL



NON+

Giovani non+ disposti a tutto è una campagna lanciata dai giovani della CGIL addosso a molti altri giovani e a tutti quelli che l’ hanno letta, notata.
E’ nata con una provocazione anonima. Bene, adesso non è più anonima. Ma rimane una provocazione, questo sì. Una denuncia per dare un nome alle cose. E la realtà dei giovani che cercano lavoro ha nomi molto precisi: umiliazione, sfruttamento, frustrazione, rabbia. Rabbia, ecco il punto. La campagna è stata pensata per appoggiarsi sulla rabbia che già esiste e costruire qualcosa. Insieme, perché ciascuno da solo non si salva. Per trasformare la rabbia in cose molto concrete. Cose migliori di quelle che vediamo e che viviamo.
Adesso la campagna vuole diventare rete, vuole essere proposta e azione.
i articola in nodi locali, aperti a tutti.
E’ uno spazio per riprendere la parola e farla sentire anche a chi non vorrebbe, per lanciare grandi richieste e grandi battaglie.
Abbiamo sostenuto alcune prime proposte.
Sono il punto di partenza di un progetto di azione e cambiamento.
Il progetto di trasformazione della rabbia di tanti in tanti futuri migliori.


I LAVORI DELLE DONNE

DONNE AL LAVORO

FUORI CASA PAGATE MENO, DENTRO CASA GRATIS

Uno più uno fa tre quando si calcola il lavoro delle donne:

la precarietà fa la parte del leone, l’età della pensione fa 66, le ore di lavoro a settimana sono 60, la cifra più alta in Europa, dicono Eurostat e Commissione Europea. Di contro la dignità del corpo femminile è ancora considerata zero, da troppi uomini, così come la loro libertà e indipendenza è ignorata nei programmi politici.

I CONTI NON TORNANO E LO DIMOSTRIAMO

“IO DICHIARO”

E’ un’ iniziativa per la presa di parola delle donne sui lavori che svolgono

IO DICHIARO

Le ore di lavoro in casa e fuori, la fatica, i desideri, le competenze professionali e di cura, le invenzioni, i conflitti e la capacità di tenere insieme tutto.

IO DICHIARO

L’energia che metto per entrare nel mondo del lavoro e viverlo a mia misura.

IO DICHIARO

Il benessere di altri che dipende da me.

IO DICHIARO

L’impegno visibile e quello nascosto che tiene insieme persone e legami sociali.

IO DICHIARO

La ricchezza che produco, più grande di quella che mi viene retribuita.

IO DICHIARO

nulla è scontato di ciò che faccio: dipende da me, dalle mie responsabilità, dalle possibilità materiali di cui dispongo.

FARE I CONTI CON NOI

La società deve restituire alle donne ciò che loro costruiscono per essa: buoni lavori con diritti, in primo luogo per le giovani, una moderna e civile rete di servizi pubblici, la considerazione della cura come lavoro tra i più preziosi, anche da condividere con gli uomini.

Non vogliamo che le donne paghino la crisi economica e il risanamento del bilancio dello Stato. Questo è l’effetto delle manovre speculative della finanza e dei tagli ciechi dello Stato per scuola, salute, ambiente, cultura, ricerca, assistenza.

La libertà e l’indipendenza delle donne apre il futuro di un diverso modo di produrre e distribuire nuova ricchezza.



Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu