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Mostre > Andreace 02/05/2009
Antropologia e Tecnicismo/Arte e impegno civile 1968-1981
Nicola Andreace nasce a Taranto nel 1934 ma, dopo i primi anni di vita, con la sua famiglia si trasferisce a Massafra, dove attualmente l'artista vive ed opera.
Segue gli studi artistici, che completa presso l'Accademia di Belle Arti di Lecce.
Già ordinario di Disegno e Storia dell'Arte nei Licei Scientifici di Stato, dove ha esperienza di Presidenza, svolge per la sua materia la funzione di Commissario e Presidente nei Corsi e Concorsi Ministeriali.
Dal 1960 al 1972, collabora attivamente all'organizzazione della rassegna di arti visive "Il Premio Massafra".
Dal 1997 è componente della Commissione per l'Arte Sacra e i Beni Culturali della Diocesi di Castellaneta.
Dal 2004, un'esposizione permanente nel Centro Studi, Documentazione e Ricerche "Segmenti d'Arte" di Massafra, testimonia l'intero percorso creativo di Nicola Andreace, che esordisce nel 1957, partecipando ad una collettiva di pittura "Il mondo della scuola nei suoi molteplici aspetti" presso la Pinacoteca Provinciale di Bari.
Dopo essersi presentato come "disegnatore vigoroso e colorista acceso", come scrive Pietro Marino, affronta le tematiche concettuali del tempo, con accenti popolareschi ricchi di espressionismo neorealista. Sensibile, infatti, a tutto ciò che si muove attorno all'uomo, attento osservatore della realtà territoriale dei problemi socio-ambientali, dopo i primi inizi di studio sull'arte materica e segnica, prosegue con indagini socio-antropologiche.
Nel decennio 1957-1967, sollecitato dai fenomeni dell'industrializzazione, violentemente inseritisi in una realtà contadina, prosegue con studi e ricerche, che ripercorrono le tappe del passaggio dalla civiltà contadina alla società tecnologica.
Mec-Art, pittura "oltre", con significazione metalinguistica, antropologia e tecnicismo reportages ed impegno civile (1968-1981) sono le tappe successive del suo percorso. Analizza così la società convulsa e frettolosa, sottolineando impietosamente il dramma dell'uomo moderno.
Andreace, che nella sua Città ha la possibilità di collaborare con la critica culturale nazionale emergente dell'epoca, da Pietro Marino a Franco Sossi, da Bonito Oliva a Michele Perfetti, da Sanguineti a Miccini, a Maurizio Calvesi, da Silvio Ceccato a Vittorino Andreoli, distingue gli equivoci e i passaggi dell'arte pop, fra ghestaltismo e nuova figurazione, fra astrattismo ed Arte concettuale.
La crisi dei valori dell'uomo, il recupero della memoria storica, gli ideogrammi, i messaggi visivi di fine-inizio millennio, l'euromediterraneità sono le fasi successive delle sue indagini, che si concretizzano nella ricerca visiva degli anni compresi tra il 1982 e il 2005, nell' "Umanesimo Tecnologico" , con tutte le tensioni, le lacerazioni e le contraddizioni della nostra società.
Dal 2006 con il "Post Human" dà vita ad un racconto intrecciato fra design e pittura colta, assemblando stralci di suoi manifesti (realizzati per eventi culturali organizzati da Università, Ministeri, Associazioni, Enti Istituzionali e Sindacati) con simboli, allegorie, immagini della tradizione storica e mitologica.
Nella decantazione del racconto egli innesta la sua vivacità pop, inserendo in un cerchio dalle variabilità cromatiche una corteccia reale di albero d'ulivo, simbolo delle nostre radici mediterranee. Scavando nel passato di questo tormentato Sud ed analizzando le inesauribili problematiche contemporanee, il discorso di Andreace si pone, però, in una religiosa fiducia nell'Uomo, che non si lascerà schiacciare dalla tecnica, ma sarà lui a dominarla.
Dalla fine degli anni cinquanta realizza anche opere di scultura e di strutture architettoniche in cemento armato, acciaio, ferro, legno e terracotta. Dal 1965 svolge interventi operativi e sperimenta nuove tecniche espressive nel campo della grafica, e, cimentandosi con la cultura optical, la psicologia della forma, l'astrazione, l'Arte minimal, realizza manifesti d'Arte, pubblicazioni, annulli e messaggi filatelici speciali per manifestazioni culturali celebrative.
Per il Carnevale di Massafra ha progettato la maschera "Lu Pagghiùse", diventata una delle due maschere ufficiali della manifestazione.
Tra le monografie a lui dedicate si annoverano:
"Nicola Andreace" con presentazione di Eugenio Miccini e Franco Sossi, 1970
"Andreace, Immagini alternative" con presentazione di Michele Perfetti, 1973
"Nicola Andreace1, Quali possibilità per l'uomo in Europa", con presentazione di Mario Penelope, 1979
"Andreace, Reportage Ottanta" con presentazione di Franco Solmi, 1980
"Linguaggio grafico e Comunicazione visiva/1" con presentazione di Arturo Carlo Quintavalle,1990
"Immagini perdute / Immagini ritrovate" con presentazione di Marcello Venturoli, 1995
"Tracce Speculari" con presentazione di Dante Maffìa, 2001
"Linguaggio grafico e Comunicazione visiva/ 2- I Cinquant'anni del Carnevale di Massafra attraverso i Manifesti di Andreace" con presentazione di C. D. Fonseca, 2003
"Andreace nel cuore della terra", Angelo Lippo 2004.
Andreace è stato oggetto di studio e di ricerca presso l'Università degli Studi di Lecce per
1) la tesi di Laurea in Storia dell'Arte Contemporanea discussa dalla laureanda in Beni Culturali Tiziana Longo, Relatore, il professore Lucio Galante
2) la tesi di Laurea in Storia Sociale dell'Arte, discussa dal laureando in Beni Culturali Gianluca Marinelli, Relatore la professoressa Letizia Gaeta
3) la tesi di Laurea in Storia dell'Arte Contemporanea, discussa dalla laureanda in Beni Culturali Melania Carmela Longo, Relatore il professore Massimo Guastella.